Il CBD e il THC nelle malattie mentali

Da diversi anni ormai l’uso della cannabis come metodo terapeutico si diffonde sempre piú nell’ambito delle malattie mentali. Il THC con il suo effetto psicoattivo per esempio viene ritenuto utile in caso di depressioni, ADHD (deficit di attenzione e iperattivitá), disturbo da stress post-traumatico e disturbo ossessivo-compulsivo. Dall’altra parte abbiamo il CBD considerato un cannabinoide non psicoattivo. Con il suo effetto sedativo agisce contro angoscia e disturbi d’ansia e viene usato anche come antidepressivo e antipsicotico.

CBD e THC contro la depressione

Al giorno d’oggi abbiamo chiare indicazioni sulle propreitá antidepressive del THC e del CBD. In un sondaggio dagli Stati Uniti del 2015 con ben 1131 partecipanti i motivi piú frequenti, per i quali usufruivano la cannabis per scopi medici, erano dolori, ansia, depressioni, mal di testa ed artrite.
Giá da anni queste proprietá antidepressive del THC vengono dimostrate in diversi esperimenti clinici. Anche l’effetto “collaterale” che migliora l’umore della persona affetta é di grossa importanza.
Dall’altra parte abbiamo il CBD che viene anche usato come antidepressivo ma che stupisce sempre piú nei test di laboratorio a cause della sua azione rapida. Infatti in un contributo del 2006 da parte di scienziati dell’universitá di Cantabria (Spagna) viene sottolineato che il CBD potrebbe diventare un nuovo farmaco ad azione rapida rafforzando il meccanismo serotoninergico e glutamatergico.

 

THC contro il disturbo da stress post-traumatico

In tanti paesi l’uso della Cannabis come trattamento contro il disturbo da stress post-traumatico é ancora in gran parte sconosciuto.

In una ricerca svolta all’universitá ebraica di Gerusalemme (Israele) con 10 pazienti hanno riconosciuto un miglioramento significativo dei sintomi grazie al trattamento con la cannabis. Sintomi come l’insonnia, gli incubi e l’aumento della tensione nervosa.

Anche in un’altra ricerca pubblicata nel canada svolta a 10 soldati maschili con disturbi post-traumatici, a causa di atti di violenza in guerra, il trattamento a base di THC ha portato a grandi progressi. Questo sollievo significativo viene considerato dagli scienziati come un trattamento clinicamente rilevante molto promettente contro incubi e anamnesi dove il trattamento tradizionale non ha effetto.

CBD contro disturbi d’ansia

 

Un grande numero di studi dimostra che il CBD può ridurre l’ansia. In Brasile nel 2017 all’università di Sao Paulo la somministrazione di CBD su pazienti sani in una situazione di paura (parlare in pubblico) ridusse l’ansia considerevolmente.

Sempre gli stessi scienziati del Brasile in un test hanno studiato l’effetto del CBD su pazienti con disturbi d’ansia sociali. Anche in questo test i pazienti dovettero parlare in pubblico e vennero confrontati con pazienti sani. Pure qui la somministrazione di CBD ridusse notevolmente l’ansia e il disagio durante il discorso in pubblico.

Il CBD riduce anche la tensione mentale prima del discorso. Alla conferenza di scienza psichedelica dal 19. al 24. Aprile 2017 a San Francisco venne presentata una serie di casi (136 pazienti)  in cui il CBD, anche se somministrato in piccole dosi (40-50mg), potrebbe essere molto utile nel trattamento dell’ansia.

THC contro ADHD (deficit di attenzione e iperattivitá)

 

 

In germania dopo ai dolori cronici, l’ADHD assieme ad altre malattie come la sclerosi multipla, é la causa piú frequente per l’uso medicinale della cannabis. Come terapia contro l’iperattivitá per adulti esistono due sostanze mediche legali (metilfenidato e atomoxetina), che peró molto spesso i pazienti tollerano difficilmente.

Un numero di pazienti afferma che la cannabis migliora la loro concentrazione, il sonno e l’impulsivitá.

Fino ad oggi esiste solo un piccolo studio del 2017 effettuato al Kings-College a londra con 30 adulti malati di ADHD. Ai partecipanti venne somministrato un estratto di cannabis o un placebo. La cannabis portó a un risultato molto piú significativo, migliorando l’iperattivitá, l’impulsivitá, la concentrazione e la labilitá emotiva. I scienziati quindi scrissero, che adulti malati di ADHD, facendo uso di cannabis come terapia, raggiungono una forte riduzione dei sintomi senza deterioramento cognitivo.

Attualmente é in programma un ampio studio.

CBD nella psicosi

Nel 2012 all’università di Colonia é stata pubblicata la prima sperimentazione clinica controllata sul trattamento a base di CBD contro la schizofrenia. L’esperimento dimistró che con il CBD i sintomi psicotici dimiruirono significativamente.

In un altro esperimento metá dei pazienti ricevettero per quattro settimane 800mg di CBD orale e a l’altra metá venne somministrato il farmaco standard Amisulpride. Entrambi i trattamenti hanno portato ad un miglioramento significativo, anche se il CBD aveva molto meno effetti collaterali.

Conclusione

Anche oggi siamo ancora incerti se e fino a che punto la cannabis possa provocare psicosi, se vale sia per i giovani sia per gli adulti, e se c’è solo un aumento del rischio per persone geneticamente  prevenute. Anche la depressione e i disturbi d’ansia spesso vengono correlati al consumo di cannabis. In molti studi viene anche indicato che l’ADHD aumenta il rischio d’abuso e di dipendenza. Spesso peró é cosí che i pazienti affetti di ADHD usufruiscono di spontanea volontá della cannabis.

Da diversi anni tramite studi scientifici e esperienze personali diventa sempre più chiaro che il THC, ma anche il CBD, non solo aiuta contro dolori fisici, ma anche contro vari disturbi psichiatrici. Un fatto che 20 anni fá era inimmaginabile.

Con il trattamento a base di prodotti di cannabis si possono contrastare diversi sintomi contemporaneamente, come per esempio depressioni, ansia e disgripnia(disturbo del sonno). Per quanto riguarda la scelta delle concentrazioni di THC e CBD si può orientarsi a seconda dei sintomi.

La cosa migliore in relazione alle concentrazioni rimane comunque il parere soggettivo.

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